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Arte open air

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Il biglietto d’invito per una mostra a cui non si può mancare vi è offerto dal territorio stesso. Nei parchi o in città ci sono vere e proprie gallerie d’arte “sotto il sole” e senza un biglietto d’ingresso. Vale la pena approfittarne per una gita fuori porta. Tra queste l’Archeodromo di Poggibonsi, in provincia di Siena, uno dei primi musei open air. Un parco archeologico (aperto gratuitamente ogni domenica dalle 17 alle 20) che riproduce in scala reale un villaggio di fase carolingia (IX-metà X secolo) e ci sono pure gli abitanti – che altro non sono che gli archeologi stessi che hanno seguito gli scavi di recupero – con indosso abiti storici. Così camminando nel villaggio incontrerete il falegname che intaglia il legno, il fornaio che fa il pane, il fabbro che forgia gli attrezzi, la tessitrice al telaio che lavora con i filati colorati nella bottega del tintore. Sarà come fare un tuffo nel passato.

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Sempre in Toscana, ma spostandosi in provincia di Grosseto, da non perdere è il Giardino dei Tarocchi a Capalbio. L’impatto vi darà la sensazione di trovarvi a Barcellona, di fronte alle opere di Gaudì. E del resto l’ispirazione per la proprietaria, Niki de Saint Phalle, è stata proprio la città spagnola. Ben 22 sculture di acciaio e cemento rivestite da mosaici di specchio e ceramiche coloratissime che spiccano già dalla strada nel selvaggio paesaggio naturale della Maremma Toscana. La Papessa e del Mago, i primi arcani maggiori dei Tarocchi segnano l’inizio del percorso – da una piazza centrale – e contribuiscono a creare da subito un’atmosfera da sogno magico. Su di un costone parte una piccola scalinata che passa sotto la figura del Sole, incarnato nel grande uccello del fuoco, bianco, rosso e giallo, appollaiato sopra un grande arco azzurro, nel quale è evidente il richiamo alla iconografia degli indiani d’America. Per andarci è bene tenere d’occhio il calendario. Il primo sabato di alcuni mesi prestabiliti l’ingresso è gratuito.

Se siete appassionati di storia, il museo all’aperto del Monte San Michele, nel cuore del Carso Isontino vi farà scoprire i monumenti costruiti tra le quattro cime di questo rilievo carsico risalenti alla Grande Guerra. Un percorso facile e adatto a tutti, anche se sono consigliate scarpe robuste per i fondi sterrati. Ed ecco la Galleria Cannoniera della Terza Armata, un’ampia struttura sotterranea utilizzata dall’esercito italiano o la caverna austriaca del generale Lukachich.

Preferite l’arte contemporanea? A Cosenza potrete toccare con mano, nel senso letterale del termine, le opere di Dalí, de Chirico, Rotella, semplicemente passeggiando in quel corso Mazzini, punto nevralgico della città, tra il centro storico abbarbicato sul colle Pancrazio e la città moderna, che Guido Piovene (nel suo Viaggio in Italia del 1993) ha definito «una piccola Broadway». Nell’isola pedonale fanno bella mostra di sé opere dei più grandi artisti internazionali. Da una via sembra ammiccare la Grande bagnante di Emilio Greco, la versione moderna della Venere, simbolo del fascino e dell’amore. Più severo nello sguardo, è il Grande cardinale seduto di Giacomo Manzù, una scultura in bronzo ispirata da una visita dell’artista in Vaticano. In un vero slalom, s’incontrano persino i Bronzi di Riace, ormai famosi in tutto il mondo, reinterpretati in chiave moderna, nelle forme e spazialità, da Sasha Sosno. Sono alti 2 metri e cinquanta e pesano 400 chilogrammi.

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Opere da ammirare, girarci attorno, accarezzarle quasi. Non solo di giorno, ma anche di sera, grazie a un’illuminazione che le valorizza.