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Piccoli ma grandi… i Musei da conoscere

Piccoli ma grandi… i Musei da conoscere

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Arsi dal sole, segnati dalla pioggia, spauracchi immobili dalle braccia spalancate, protese ad abbracciare il cielo, sono gli spaventapasseri, “controllori” speciali dei campi di grano, dei vigneti, dei frutteti. Le loro silhouette hanno qualcosa di misterioso, senza volti, soli nella vastità dei terreni, nel compito di spaventare e tenere lontani uccelli, corvi e storni voraci, volpi astute. Eppure, visti tutti insieme in un museo fanno quasi tenerezza, con i loro cappelli di paglia, gli stracci indosso, sospesi tra storia e fantasia. Ce ne sono tanti, all’interno del vecchio Mulino Angeli, a Marter di Roncegno, a pochi chilometri da Trento, in Valsugana. La Casa-Museo degli Spaventapasseri (entrata a offerta libera) sull’argine del Brenta è uno dei tanti luoghi espositivi che possono vantare ricchezze poco conosciute. Luoghi dove immergersi per qualche ora in mondi fuori dal mondo.

Così pure al Museo della bambola e del giocattolo d’epoca di Santa Giuletta (Pv), piccolo paese situato in collina dell’Oltrepò Pavese. Il Museo (ingresso 3 euro) è dedicato a Quirino Cristiani, originario di qui e considerato l’uomo che anticipò Disney, regista del primo lungometraggio a disegni animati della storia del cinema (1917). Sono oltre centocinquanta le bambole conservate, fatte con il corpo in stoffa imbottita con trucioli di legno e la testa in cartapesta. In mostra ci sono anche Topo Gigio realizzato proprio in paese nel 1958, su licenza di Maria Perego, e Misha, la mascotte ufficiale dei Giochi Olimpici di Mosca del 1980, donata ai Capi di Stato. L’ingresso sarà gratuito il 18 giugno in occasione della Prima Giornata Nazionale dei Piccoli Musei che coinvolge centinaia di realtà sparse su tutto il territorio e celebra l’orgoglio di essere “piccoli”, accoglienti, dove la prima risorsa sono le persone che lo gestiscono o che ci lavorano. In quell’occasione (l’elenco su piccolimusei.com) sarà predisposto un dono per tutti.

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Curioso è anche il museo dei Cuchi, il cui soffio risuona sull’altopiano di Asiago, nel paesino di Cesuna, nato dalla volontà di un gruppo di appassionati, desiderosi di tramandare una storia lunga secoli (ingresso libero). Non a caso, da queste parti, usano dire: “Vecio come el cuco”. Si tratta di un particolare fischietto, protagonista indiscusso di un artigianato legato all’arte contadina. Ci si trova di fronte a una collezione di oltre 10.000 pezzi provenienti da tutto il mondo. Il più comune è quello che raffigura un uccello, il cuculo, del quale imita il canto. Ma ce ne sono di tutti i tipi, fogge e dimensioni: galli, galline, fiori, carabinieri, cavalieri, persino soldati di epoca napoleonica. Sono in argilla, terracotta o ceramica, e minuziosamente ornati in ogni più piccolo dettaglio.

La musica è, invece, la protagonista all’interno del Museo del disco d’epoca, nel palazzo Ripa-Marcosanti, a Sogliano al Rubicone (Fc). Racconta 130 anni di storia di vita del disco e delle varie apparecchiature per il suo ascolto. Si va da un rudimentale fonografo di fine Ottocento, al fonografo Edison dei primi anni del Novecento, da un particolare di un dittafono a una ricca collezione di cilindri (tra cui il cilindro Bellini del 1898, unico esemplare), con tutte le modifiche e i perfezionamenti, fino ai dischi in vinile, che rappresentano ancora una miniera di ricordi. Da non perdere, la numerosa collezione di statuette di terracotta che rappresentano i più famosi personaggi della storia musicale: Maria Callas, Luciano Pavarotti, Giorgio Gaber, e grandi gruppi come i Beatles e i Rolling Stones. Aperto ogni domenica pomeriggio con accesso libero.

È nato dalla passione per il cinema di Paolo Marinozzi il museo Cinema a Pennello, oggi ubicato in un palazzo di Montecosaro, grazioso borgo in provincia di Macerata. Il tutto ebbe inizio nel 1992, quando a Marinozzi venne voglia di celebrare i 25 anni dalla morte di un suo grande mito: Totò. È un’importante occasione (tutti i giorni della settimana senza biglietto d’ingresso) per ammirare i bozzetti originali dai quali venivano poi stampati i manifesti di film indimenticabili come Ombre Rosse, Fronte del porto, Ben Hur, Don Camillo, L’armata Brancaleone, I soliti ignoti, Poveri ma belli, Colazione da Tiffany. C’è anche una sezione dedicata ai cartoni animati: disegni originali dipinti su carta – con tanto di collage per le scritte – di Lilli e il Vagabondo, La carica dei 101, Gli Aristogatti.

Se siete appassionati di storia, il posto giusto è Rionero in Basilicata. Qui si possono ripercorrere i numerosi atti di brigantaggio che turbarono la sicurezza delle campagne del Vulture melfese e conoscere qualcosa in più su un periodo tra i più travagliati della seconda metà dell’Ottocento. L’interno del complesso dell’ex Carcere Borbonico, ospita la mostra permanente La parata dei briganti e il museo virtuale sul brigantaggio. L’ingresso è gratuito ed è aperto nei fine settimana. C’è anche una piccola biblioteca di volumi a tema.

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Curioso è anche il museo Malacologico di Vieste (entrata free) che espone oltre 12500 esemplari di conchiglie, diverse per forme, colori, dimensioni, provenienti da ogni parte del mondo e anche molti fossili di conchiglia. La tentazione di portarle all’orecchio per sentire il rumore del mare è fortissima.