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A caccia di stelle cadenti

A caccia di stelle cadenti

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Victor Hugo diceva che l’anima è piena di stelle cadenti.

E ne è pieno anche il cielo della notte di San Lorenzo, il 10 agosto, quando centinaia di Perseidi lo attraversano e lo illuminano. Tutti con gli occhi all’insù per cogliere la scia, mentre si trattiene per un attimo il respiro, e il pensiero vola in un istante alla magia, al potere di trasformare i desideri in realtà. Ma dove recarsi per poter ammirare al meglio lo spettacolo delle meteore? Innanzitutto è bene ricordare che è necessario trovarsi in un angolo selvaggio, isolato, lontano dalle luci dei centri abitati, dove impera l’inquinamento luminoso (sì ai luoghi in collina, in montagna o sulla spiaggia). Ricordiamo poi cosa andiamo a vedere: la caduta delle stelle è da imputarsi al passaggio, all’interno dell’orbita visiva terrestre, degli asteroidi della costellazione Perseo.

Senza andare troppo lontano, da nord a sud sono diverse le zone dove praticare lo “star-watching“, fra il 10 e il 14 agosto con un picco di massima visibilità, dicono gli esperti, nella notte fra il 12 e il 13.

Perinaldo, in Liguria, è un terreno fertile. Questo grazioso borgo medievale in provincia di Imperia, poco distante da Apricale, è definito “il poggio delle stelle”, grazie all’orografia del luogo, che convoglia in quota venti costanti, tali da impedire lo stazionamento delle nubi. Qui è situato l’osservatorio astronomico dedicato a Giovanni Domenico Cassini, originario del paese (1625-1712), scopritore della divisione degli anelli di Saturno. Dispone di una specola, che spunta dal tetto sovrastante il cortile del Municipio, e organizza serate di osservazioni, sia al telescopio fisso in cupola che a quelli mobili in cortile. E non solo. L’associazione Stellaria che si occupa di divulgazione e didattica dell’astronomia ed è collegata al Planetario, propone un pic nic sotto le Stelle Cadenti, presso l’Agriturismo “Il Rifugio”. Ci si ritrova a oltre mille metri di quota immersi nella natura. Ad occhio nudo potrete scoprire stelle e costellazione mentre grazie ai telescopi sarà possibile vedere pianeti, nebulose e galassie (osservazioni guidate dalle 21:30 alle 23:30, contributo 6 euro).

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Si è aggiudicato l’ambito riconoscimento di “cielo più bello d’Italia“, il comune trentino di Ossana nella Val di Sole dove è stata individuata la località Valpiana, una vasta area naturalistica affiancata da un torrente con numerosi sentieri naturalistici. Qui l’occasione per affidare al cielo i propri sogni è davvero unica.

Anche l’Osservatorio Astronomico Comunale di Cento (Ferrara) propone una serata sotto le stelle a ingresso gratuito (si consiglia di portarsi un telo, per potersi sdraiare e ammirare più comodamente la volta celeste). Da ammirare al telescopio i pianeti Marte e Saturno e l’ammasso stellare M13 in Ercole.

Un’altra terra promessa per gli astrofili è la Basilicata, un angolo di mondo dove i grandi spazi danno l’idea che il manto blu tocchi la terra. Privilegiate sono le Piccole Dolomiti Lucane: l’orografia e la mancanza di ostacoli visivi ad ampio raggio sono condizioni ideali, perfino se si preferisce compiere le esplorazioni ad occhio nudo. Adagiata tra queste rocce c’è Pietrapertosa, uno dei paesi più alti della regione (1088 metri) e inserito tra i borghi più belli d’Italia: salendo al castello del primo decennio dell’XI secolo, posto su un costone roccioso, sembra quasi di poter toccare le stelle. Un’occasione anche per ammirare questo fortilizio, recentemente ristrutturato, utilizzato prima dai Saraceni, guidati da Bomar, e successivamente dai Normanni-Svevi.

In Val D’Ega, nel cuore delle Dolomiti, le stelle non si osservano solamente sdraiati sui pascoli, nelle notti in cui il cielo è più limpido. A chi non si accontenta di osservatori e planetari, il primo astrovillaggio d’Europa, nei paesi di Collepietra e San Valentino del comune di Cornedo, regala il piacere di una straordinaria vista sul cielo stellato. Ogni giovedì sera, a solo mezz’ora da Bolzano ma lontano dalle luci cittadine, l’Osservatorio Astronomico “Max Valier” (ingresso 6 euro a persona) offre uno sguardo nelle profondità dello spazio cosmico e informazioni pratiche per l’esplorazione del cielo. Sulla cupola alta sei metri è possibile ammirare l’infinito con i suoi 19 milioni di corpi celesti attraverso un telescopio Cassergrain. Così le probabilità di esprimere un desiderio diventano più numerose.

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Ovunque si è attratti da questo entusiasmante regalo della natura e non si può che essere d’accordo con l’Unesco quando sostiene “che il cielo stellato andrebbe preservato come Patrimonio dell’Umanità“.