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Al ritmo lento dei treni

Al ritmo lento dei treni

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Dimenticatevi l’alta velocità. Ci sono treni che vanno a ritmo lento, che cullano i pensieri, che danno la possibilità di godere dei panorami che scorrono anch’essi lenti dai finestrini. Ci sono treni che sfruttano antiche tratte recuperate per offrire emozioni senza fretta. Da Nord a Sud ecco le reti ferroviarie dove il mezzo è già un viaggio indietro nel tempo. Basta un biglietto speciale.

Attraverserete piccoli villaggi tra le Dolomiti, pascoli e boschi in mezzo alla natura incontaminata con il Treno Storico del Renon, inaugurato il 13 agosto 1907. All’epoca si rifaceva al modello svizzero in voga ai tempi della Belle Époque, quando si volle aprire l’accesso alle montagne ai turisti benestanti. Nel 1966 il percorso a cremagliera fu abbandonato, sostituito da una funivia teleferica al passo con i tempi, da Bolzano a Soprabolzano. Il trenino a scartamento ridotto, oggi è l’ultimo del suo genere in tutto l’Alto Adige e collega, in 18 minuti, Maria Assunta a Collalbo per tutto l’anno. Per un tuffo nel passato, scegliete di sedervi in uno dei vagoni d’epoca, mentre se amate fare escursioni, c’è la possibilità ad ogni fermata di scegliere uno dei numerosi sentieri.

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Il profumo del mare avvolge la tratta Genova Casella che collega il capoluogo ligure al suo entroterra sin dal 1929. Il treno a trazione elettrica s’inerpica per ben 25 chilometri fra i crinali appenninici e lungo il percorso si trovano cinque pannelli, collocati nelle stazioni, che raccontano la storia della ferrovia e riportano immagini dei lavori e alcuni documenti inediti. Ad ogni stazione sono indicate anche le escursioni che si possono praticare come il giro dei Forti di Genova per scoprire le antiche neviere (alla stazione Trensasco) o l’antica via del sale (alla stazione Casella). Se siete un gruppo di amici potete prenotare un’intera carrozza (è possibile trasportare, su richiesta, anche le biciclette su un carro-bici apposito).

Appassionati di foliage? Programmate un viaggio sul “trenino del foliage” della Ferrovia Vigezzina-Centovalli. In questo periodo i boschi si accendono di decine di sfumature dal rosso, all’ocra, all’arancio e i pascoli illuminano le montagne. Uno spettacolo unico che vi darà la stessa sensazione di essere in Canada. Il percorso si sviluppa lungo un tracciato di montagna, una ferrovia a scartamento ridotto, su una lunghezza complessiva di oltre 52 chilometri e tocca anche Santa Maria Maggiore nel cuore di quella che dal 1548 viene chiamata la “Valle degli Spazzacamini”. Concedetevi una sosta al Museo dello Spazzacamino, unico in Italia, situato all’interno del parco della settecentesca Villa Antonia. Attraverso attrezzi, oggetti, pubblicazioni, abiti e centinaia di fotografie si entra in contatto con la dura esperienza di quella figura con il viso e le mani sporche di fuliggine, a noi quasi sconosciuta. La cittadina in dicembre è anche teatro di uno dei mercatini di Natale più estesi di tutto il Piemonte. Si svolge tra le intime piazzette, incorniciate dalle vette innevate.

Si racconta che lo scrittore Carlo Cassola per alcune sue opere (tra cui Ferrovia Locale, Einaudi, 1968) si sia ispirato ai paesaggi toscani che vedeva scorrere dal finestrino del treno. Se anche voi amate la suggestione di dolci colline, non perdete un tour fra le terre etrusche, sulla linea che collega Volterra-Saline Pomarance e Cecina, in un percorso sinuoso fatto di curve e rettilinei, in un intreccio di alberi e rovi.  Poco più di mezz’ora per vivere un po’ della letteratura italiana.

Sempre in Toscana, potrete raggiungere San Giovanni d’Asso, alla scoperta del tartufo bianco delle Crete Senesi, su un convoglio d’epoca sospinto da una locomotiva a vapore. Il treno percorre una linea quasi dimenticata capace di regalare scorci unici delle colline toscane, invisibili da qualsiasi strada. Nel weekend della Mostra  Mercato dedicata al “Diamante bianco” (17-18 novembre), il trasferimento fino a San Giovanni d’Asso è qualcosa di emozionante. Si parte dalla stazione ferroviaria di Grosseto alle ore 8,40. Si attraversa la valle dell’Ombrone fino ad entrare nella Val d’Orcia per raggiungere Monte Antico. I posti sono limitati ed è necessario prenotare (tel. 0577 48003).

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Ci vuole un’ora e mezzo per raggiungere Matera da Bari con le ferrovie Appulo Lucane (FAL), ma è un tempo ben speso. Basta stare con lo sguardo rivolto all’esterno per ammirare le doline carsiche pugliesi, coperte da erbe basse, distese di croste rocciose e scarpate punteggiate di pascoli. E magari sognare ad occhi aperti. Il percorso della tratta Bari-Altamura-Matera arriva a lambire anche i confini del Parco nazionale dell’Alta Murgia. Una volta giunti nella città dei Sassi, che nel 2019 sarà anche la capitale Europea della Cultura, avrete un’altra sorpresa: la nuova stazione disegnata da Stefano Boeri. Un’opera moderna e avveniristica: una grande apertura ricavata nel solaio di copertura della galleria interrata, mette in relazione diretta le due parti della stazione, fuori e dentro terra, portando luce naturale e aria al tunnel sottostante.