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Aspettando mezzanotte

Aspettando mezzanotte

22 dicembre 2017804Views
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Dove vai a Capodanno? È la domanda che ci ripetono all’infinito, quasi che lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre fosse una cosa sacra. E forse lo è perché ci catapulta in un altro anno, pieno di speranze, progetti e sogni. Ogni città festeggia San Silvestro con concerti, spettacoli, momenti di aggregazione e c’è solo l’imbarazzo della scelta su dove andare. Ma noi vi diciamo anche come ingannare l’attesa prima del cin cin augurale, quello che c’è da fare e da vedere nell’ultimo giorno del calendario (e molte cose nel segno del risparmio o del gratuito).

«Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato. Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero. Genova si fa e rifà». Così diceva lo scrittore francese Paul Valéry e il capoluogo ligure regala una magica atmosfera di fine anno. Basta addentrarsi negli stretti vicoli, i “caruggi”, del suo centro storico, illuminato a festa, con scorci che sembrano riemergere dal Medioevo e che sorprendono. O ancora entrare nelle numerose chiese, ricche di capolavori dal Romanico al Barocco. Da non perdere una visita ai Palazzi dei Rolli, dimore storiche edificate tra la fine del ‘500 e l’inizio del ‘600 da nobili famiglie e dal 2006 riconosciuti Patrimonio Unesco, eccezionalmente aperti per l’occasione. Tra questi Palazzo Bianco e Palazzo Tursi, Palazzo Rosso e Palazzo della Meridiana. Si gira di sala in sala, con guide esperte che illustrano gli arredi, l’arte, la storia, e si gode di performance musicali. Ci si sposta poi al Porto Antico, dove a partire dalle 21 dj e animatori faranno “scaldare” tutti fino al conto alla rovescia, uno spettacolo luminoso. Special Guest: Ivan Cattaneo per uno show nostalgico tutto anni Ottanta e Novanta.

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Parma, definita la piccola Parigi padana per la sua atmosfera intima e romantica che si coglie non solo nell’aspetto urbano, ma soprattutto nell’eleganza dei palazzi e nello stile di vita, offre un’immersione negli aromi e nei profumi di questa terra, cuore della Food Valley italiana. La Città Creativa Unesco per la Gastronomia propone un viaggio sensoriale tra i propri prodotti anche solo sbirciando tra le vetrine, respirando profumi e odori che fuoriescono dalle porte. E non solo. È un vero piacere gironzolare tra i capolavori della monumentalità e lasciarsi abbagliare da Piazza del Duomo. Il consiglio è quello di arrivarci da vicolo del Medioevo per avere davanti agli occhi uno spaccato pittoresco della Piazza, soprattutto al tramonto, quando la luce è più lieve e i monumenti sembrano godere la carezza degli ultimi raggi del sole. Vi si affaccia il Duomo, uno dei massimi esempi di architettura romanica in Italia. Ha una facciata severa e solenne ed è noto per la cupola dipinta da Correggio, il cui tema è l’Assunzione della Vergine. Sull’arco della porta esterna si ammira la rappresentazione dei mesi riferiti ai mestieri agricoli. Un’altra tappa obbligatoria è la Basilica di Santa Maria della Steccata, esempio dell’architettura rinascimentale parmense, la cui cupola identifica la città da lontano. Fuori è un tempio rinascimentale dalle forme perfette, dentro uno scrigno di tesori d’ogni genere, dove anche il Parmigianino ha dato il meglio di sé.  E si dice anche che, nella progettazione, ci sia lo zampino di Leonardo da Vinci.

A sera ci si ritrova per il tradizionale concerto in piazza e per festeggiare insieme tra musica e brindisi. Sarà una grande festa, con diversi dj set, per dare vigore alla candidatura di Parma Capitale della Cultura 2020. Tra gli ospiti di spicco ci sarà Fedez, uno degli artisti sempre sulla cresta dell’onda mediatica.

Maratea, in Basilicata, è invece la città scelta per il grande Capodanno di Rai Uno, “l’anno che verrà”. La “Perla del Tirreno”, così come viene chiamata, regala ore indimenticabili alla sua scoperta. Conserva l’impianto medievale, fatto di vicoli strettissimi, stradine di pietra e scalette. Lo sguardo incontra antiche torri fortificate, balconcini in ferro battuto che ingentiliscono le facciate delle case più antiche, numerose chiese, tanto che la cittadina è conosciuta anche come la città delle “44 chiese”, tutte visitabili. Da non perdere la salita al Monte San Biagio che ricorda un Pan di Zucchero, dove domina la celebre Statua del Redentore, scolpita, in cemento bianco e scaglie di marmo di Carrara, dallo scultore fiorentino Bruno Innocenti, nel 1965. Vi si arriva tramite tortuosi tornanti, che a ogni curva aprono sul mare. A vederla di primo impatto, sembra di essere a Rio de Janeiro: si eleva, bianca e imponente dominando il borgo e la costa, proprio come quello che sovrasta la città carioca. Sotto l’ombra della sua enorme mole, ben 22 metri di altezza, si ha la sensazione di sentirsi infinitamente piccoli ma allo stesso tempo protetti come in un caldo abbraccio (l’apertura delle braccia è di 19 metri). A fine giornata, si potrà festeggiare in diretta con i numerosi ospiti e cantanti che si alterneranno sul palco. E che sia un buon 2018.

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