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Di Grotta in Grotta

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Lo sapevate? In Italia ci sono oltre 34 mila grotte: alcune di queste sono turistiche e si possono visitare, altre sono usufruibili solo dagli speleologi (esiste un Catasto Nazionale delle Grotte italiane che le cataloga e fornisce i dati, ndr). Se anche voi siete appassionati di speleologia o semplicemente vi piace esplorare il cuore della terra, ecco che da Nord a Sud non mancano le occasioni. Ancora di più in questo periodo di calura. Al di sotto della superficie terrestre, la temperatura è sempre fresca e poi si trovano, spesso, vicine ai luoghi di vacanza e sono l’ideale per un pomeriggio di pioggia, in cui si è costretti a stare lontani dalle spiagge. Tanto vale approfittarne per scoprire tesori e bellezze che lasciano senza fiato.

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Sembrano sculture scaturite dall’estro di un artista famoso: stalattiti intarsiate, gigantesche stalagmiti, laghetti serrati tra arabeschi di cristallo, lance di alabastro che pendono dalle volte maestose. Tutto questo forma il grande complesso ipogeo delle Grotte di Frasassi, uno spettacolo che incanta. L’origine delle Grotte risale a 1.400.000 anni fa ed è stato il fiume Sentino, che scorre alla base delle gole omonime, a determinare la genesi di questo mondo sotterraneo. Chilometri e chilometri di sale e gallerie (la lunghezza totale è 18 chilometri), una più bella dell’altra. Tra queste la Grotta Grande del Vento, oltre 200 metri di estensione totale, dalla cui sommità pende una stalattite di forma molto stretta e aguzza che incombe sul capo e che, proprio per questa sua posizione, è stata definita “la spada di Damocle”. Ancora la sala delle Candeline così chiamata per via di stalagmiti che sembrano appunto tante candeline poste su una torta di glassa. Nella sala dell’Orsa la figura di un enorme masso levigato dall’acqua, riporta alla mente il tenero animale, di qui il nome. Ovunque le luci, dal giallo al blu, valorizzano ulteriormente le forme (ingresso 18 euro).

La meraviglia è protagonista pure alle Grotta di Santa Barbara (entrata a 15 euro) situata all’interno della miniera di San Giovanni, a Iglesias in Sardegna. Casuale la sua scoperta nel lontano 1952: un minatore ne aprì un varco per caso durante i lavori di scavo per l’attività mineraria. Il suo stupore è lo stesso che si avverte quando questa grande grotta (quattro mila metri di superficie) si apre dinnanzi agli occhi: un unico grande vano tappezzato di cristalli tabulari di barite. E ancora stalattiti e stalagmiti, colonne di candida calcite, concrezioni calcaree a nido d’ape che pendono dalle volte maestose. Già arrivarci è spettacolare, perché il primo tratto si fa a bordo di un trenino elettrico, poi un ascensore con le vetrate trasparenti – per dare la possibilità di vedere come la gente si muoveva – porta a 36 metri e, infine, una scala a chiocciola conduce all’ingresso. Impossibile trattenere l’esclamazione di wow. Con un po’ di fantasia, nelle stalattiti, si ritrova Biancaneve con i sette nani, il piede di una gallina, un cagnolino, una culla di un bimbo con la copertina di pizzo, la dentiera della nonna. Nella parte inferiore un piccolo lago silente fa risplendere di riflessi d’acqua le pareti intorno.

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In Puglia, tra le più note ci sono le Grotte di Castellana, un complesso di cavità sotterranee di origine carsica. Vantano numerosi visitatori illustri, le cui firme hanno riempito decine di registri, tra cui personaggi politici come Aldo Moro e Enrico Mattei, ma anche attrici come Gina Lollobrigida e Silvana Pampanini. E qui sono stati anche girati film famosi, da Casanova 70 di Mario Monicelli fino a Il Viaggio della Sposa di Sergio Rubini. Tre i chilometri percorribili, a 70 metri di profondità, tra caverne, canynon, profondi abissi, fossili, concrezioni dalle forme più incredibili. Due le grotte che vi sorprenderanno di più. La prima, quella da cui il percorso turistico prende inizio, è la Grave. Una caverna di grandi dimensioni, che si distingue per un’apertura in alto a mettere in comunicazione il mondo sotterraneo con quello esterno. L’inghiottitoio, creatosi in maniera naturale, lascia filtrare la luce all’interno della Grotta realizzando giochi di luce straordinari. E poi la Grotta Bianca in cui domina il biancore dell’alabastro che vi lascerà senza parole.

Di queste grotte c’è una versione ridotta. Sono le grotte di Montevicoli e si trovano appena fuori l’abitato di Ceglie Messapica, sempre in Puglia. Uno “scrigno speleologico” che ricorda le più famose grotte di Castellana, ma in versione ridotta: circa 60 metri di lunghezza. Si scende di pochi metri sotto il livello di calpestio e si è circondati da stalattiti, stalagmiti e colonne. La fantasia spazia attorno a queste forme carsiche, sembra di vedere persino un re magio sul cammello, forse perché condizionati da un presepe artistico esposto per tutto l’anno. Tutto intorno, l’abbraccio di una campagna, che s’illumina con i riflessi argentei degli uliveti.