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Dove fare il bagno nella foresta

Dove fare il bagno nella foresta

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In Giappone è considerato uno dei maggiori antistress. Si chiama Forest Bathing (letteralmente “un bagno nella foresta”) ed è la pratica di girovagare per i boschi e godere dei benefici di quest’attività sulla salute. Immergersi in un bosco e viverne colori, odori, sensazioni, suoni, è un beneficio per la mente e il corpo, tanto che dal Sol Levante si sta diffondendo in diverse zone del mondo. Secondo alcuni studiosi, infatti, camminare nel bosco – staccando da tutta la tecnologia – migliora la creatività e il sistema cardiovascolare, e stimola la memoria. E non solo. Pare che ci siano numerosi benefici anche dal respirare le sostanze rilasciate dalle piante per proteggersi dagli insetti: sono oli naturali aromatici che fanno parte del sistema degli alberi e che, inspirati passeggiando, hanno effetti benefici anche nel nostro organismo. Dove andare per fare “un bagno green“?  Nel nostro Belpaese ci sono tanti luoghi immersivi, per sentirsi più in salute, meno stressati e con l’umore sempre al top. Ad iniziare dalla Valle Isarco, una delle valli principali dell’Alto Adige, con tanti alberi di pino silvestre e il laghetto naturale di FlötscherWeiher (la presenza dell’acqua, dicono gli esperti, migliora gli effetti della cura), dove gli aironi si fermano a riposare prima di riprendere il volo. L’importante è andarci tra le 10 e le 16, l’orario migliore in cui le piante producono più ossigeno e fanno, dunque, da medicina preventiva.

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In Trentino, il posto giusto è il Parco Nazionale dello Stelvio, in Val di Sole. Gli alberi di pino cembro dalle punte aguzze, gli abeti rossi e gli esemplari di abeti bianchi, sono armonia per gli occhi. Non dimenticate il tatto: affondate le mani nell’erba, accarezzate i tronchi, per ottenere il massimo dello star bene. Bastano un paio d’ore a contatto con la natura, meglio se almeno una volta alla settimana.

I profumi degli alberi di castagno, dei faggi e delle querce si lasciano respirare nel Parco Regionale dei Boschi di Carrega, a pochi chilometri da Parma, lungo i sentieri in cui anche la duchessa Maria Luigia, la seconda moglie di Napoleone Bonaparte, amava passeggiare. Camminate lentamente, in modo da utilizzare tutti i sensi: a disposizione ben 1100 ettari di rigogliosa vegetazione, per ascoltare i suoni della natura (il fruscio dell’aria tra le foglie, il cinguettio degli uccelli), ma anche per osservare il sole che filtra tra i rami.

I campi elettromagnetici che emettono gli alberi contribuiscono a ricaricarci, ad alleviare l’ansia e a favorire il sonno. Ancora di più se ci si trova in un bosco monumentale, come la Riserva Naturale “I Giganti della SilaFallistro”, affidata in gestione al Fai (Fondo Ambiente Italiano). Siamo in Calabria, nel comune di Spezzano della Sila, tra piante di grandi dimensioni: alberi di quasi cinquanta metri e ultracentenari (alcuni hanno anche 350 anni) che sembrano danzare nelle forme strane a cui hanno dato vita, con le loro chiome singolari. Per capire quanto sono grandi, prendete come unità di misura delle giraffe adulte e sommatene nove. Ci si sente piccolissimi al cospetto di questi mastodontici pini larici, ma anche pioppi tremuli e aceri montani, faggi e castagni che sono un’esplosione di colori, e allo stesso tempo vi sentirete rigenerati.

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