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L’arte (gratis) nelle Chiese

L’arte (gratis) nelle Chiese

10 novembre 20173330Views
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Le file a Palazzo Reale di Milano sono sempre più lunghe. In mostra c’è il Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, il “genio maledetto” come era stato definito. Un artista squattrinato che nel Seicento dipingeva per poche monete e oggi vale milioni di euro. Le sue opere incantano: ecco spiegato il successo dell’esposizione a lui dedicata (fino al 28 gennaio). Sapevate però che lungo la penisola ci sono molte sue opere visibili a costo zero e senza dover fare interminabili code? Basta andare nelle Chiese per perdersi dinnanzi a un dipinto, una tela, un quadro. La capitale offre una buona concentrazione di opere Caravaggesche. Dove andare? La chiesa di Santa Maria del Popolo, gioiello di architettura rinascimentale, si trova all’angolo nord della piazza omonima, adiacente all’antica Porta Flaminia. La leggenda vuole (riportata nell’arco che sormonta l’altare) che la Vergine apparve in sogno a papa Pasquale II per dirgli di costruire una cappella proprio là dove era sepolto il nefasto imperatore Nerone il cui fantasma infestava la zona. Qui si trovano due celebri quadri del grande maestro lombardo raffiguranti La crocifissione di San Pietro (1601) e La Conversione di San Paolo (1600- 1601), che arricchiscono la cappella Cerasi. Fu Monsignor Cerasi ad affidare al Caravaggio la prestigiosa commissione per la sua cappella funebre. Vi colpiranno i piccoli particolari che rendono soprattutto La crocifissione di San Pietro un capolavoro: il riflesso della luce sulle unghie del martire così come il piede di uno degli esecutori, sporco di terra.

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Spostandosi verso Via della Scrofa, un tempo ricca di botteghe, molte delle quali frequentate dal Merisi, c’è un’altra opera che si lascia ammirare nella sua disarmante bellezza: la Madonna dei Pellegrini (1604-1606). All’epoca suscitò scalpore, in quanto nelle sembianze della Madre di Gesù tutti riconobbero una prostituta dell’epoca, di nome Lena. Si dice che Caravaggio si servisse spesso di lei per i suoi lavori. Curioso vedere come la Madonna non è sul trono ma sull’uscio di una porta, non ha corone, non ha vesti preziose.

Sempre a Roma si trova La Vocazione di San Matteo (1599-1600) nella cappella Contarelli di San Luigi dei Francesi: l’artista dipinge l’istante in cui Cristo sta chiamando Matteo per fargli abbandonare la sua attuale vita (era un pubblicano e si occupava di riscuotere le tasse) e convertirlo in un suo apostolo.

Anche in Sicilia, a Siracusa, si ritrova un’altra opera eccezionale di Caravaggio: è la sua prima dipinta in Sicilia, dopo essere fuggito da Malta nell’ottobre del 1608. È posta nella chiesa di Santa Lucia alla Badia e protagonista è la patrona di Siracusa, mentre il tema raffigurato è il seppellimento. La scena è narrata con grande drammaticità. In primo piano ci sono due becchini che iniziano a scavare la fossa della santa, con una vistosa ferita da taglio sul collo; in secondo piano il vescovo che dà l’estrema unzione. Il Caravaggio ambienta la scena in uno spazio catacombale, per il quale trae ispirazione dai luoghi reali visti durante il suo soggiorno siciliano.

Ma ovunque un viaggio in Italia aiuta a scoprire bellezze artistiche.

Nella Basilica di Santo Spirito a Firenze c’è il Crocefisso ligneo, opera giovanile di Michelangelo Buonarroti, scolpito come forma di ringraziamento nei confronti del convento di Santo Spirito che lo ospitò nel 1492. Lo si nota appena entrati, perché pende dal soffitto al centro della chiesa.

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Nel Palazzo Comunale di Siena si ammira l’allegoria del Buon Governo di Lorenzetti (Nella sala della Pace) e la “Maestà” di Simone Martini (primo seguace di Duccio da Boninsegna). A Bologna, nella chiesa di San Domenico, una delle chiese bolognesi più ricche di storia d’arte, si conserva un’opera del Guercino, San Tommaso d’Aquino. Di rilievo anche l’angelo reggi candelabro di Michelangelo.

A Spoleto da non perdere una visita al Duomo, situato nella parte alta, sotto la Rocca Albornoz. Al suo interno si conserva l’affresco con Madonna e Santi del Pintoricchio.

Ovunque, si potrebbe restare ore e ore ad ammirare i contrasti e la ricchezza di dettagli. E c’è tutto il tempo di farlo, uscendo e rientrando in qualsiasi momento: l’ingresso è gratuito e sono tutte opere che da lì non si muovono.