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Le pazzie del Carnevale

Le pazzie del Carnevale

2 febbraio 20181627Views
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“Non è pazzo il carnevale ma chi gli va dietro”. Recita così un antico proverbio e se per pazzia s’intende la voglia di festeggiare, di scherzare e di indossare costumi allora in tutta Italia sono numerosi i “pazzi”. Numerose le tradizioni uniche per storia e allegria che vedono protagonisti personaggi in cartapesta e maschere sgargianti. Tra queste c’è il Carnevale di Putignano in Puglia, tra i più antichi d’Italia. Si inizia il 28 gennaio (poi le domeniche del 4 e 11 febbraio e martedì 13 febbraio) e quest’anno il tema è “Gli Eroi“: attraverso la satira si punta a risvegliare un super potere troppo spesso assopito, ossia quello di divertirsi in maniera goliardica. Tra l’altro, lo dice anche il claim della manifestazione: “chi ride vive di più”. Si potranno ammirare i carri di cartapesta, realizzati completamente a mano dagli artigiani locali e che spesso raggiungono anche i 15 metri di altezza (ingresso da 7 euro). Un’occasione pure per scoprire il caratteristico centro storico, ricco di costruzioni centenarie, chiese e monumenti che si scorgono tra i suoi vicoli.

È nel segno dell’ecologia il Carnevale di Imola il cui interprete è il Fantaveicolo, una derivazione fantasiosa, creativa, originale ed ecologica del tradizionale carro allegorico. Sono veicoli originali, stravaganti e ingegnosi che assemblano biciclette, carriole. Possono essere alti, bassi, lunghi e con una, due o trenta ruote; possono essere condotti da una persona singola o da un gruppo di persone, possono essere pezzi unici o rielaborazioni di biciclette o mezzi già esistenti. In poche parole, non c’è limite alla fantasia. Unica conditio: i Fantaveicoli per muoversi non devono utilizzare combustibili inquinanti, devono essere pertanto ecologici. L’originale sfilata, che quest’anno celebra vent’anni dalla sua ideazione, va in scena domenica 11 febbraio e sarà premiato anche il “mezzo” più curioso e bello.

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Rievoca una leggenda il Carnevale storico (giunto alla 108 esima edizione) del piccolo borgo di Pont-Saint-Martin, porta d’ingresso della Valle d’Aosta. Esattamente ruota attorno al ponte in pietra che sovrasta l’impetuoso torrente Lys, la cui maestosa e unica arcata è la più ampia tra quelle risalenti alla stessa epoca ancora esistenti in Europa. Sono stati i romani a costruirlo nel corso del I secolo a.C ma la fantasia popolare ha attribuito quest’opera al demonio. Si narra che san Martino, vescovo di Tours impossibilitato a percorrere il Lys a causa del maltempo – la piena aveva travolto l’unica passerella – per rientrare dall’Italia nella sua diocesi si accordò con Satana. Il diavolo, infatti, gli propose di risolvere il problema costruendo, in una sola notte, un solido ponte, ma pretese in cambio l’anima del primo che avrebbe attraversato la struttura. Il santo accettò confidando nella propria astuzia. Al mattino spinse un cagnolino a passare, offrendogli del cibo dall’altra parte. Così il diavolo fu ingannato e furente sparì per sempre tra le acque. La storia viene raccontata nei giorni carnevaleschi e si conclude con un rogo del demonio sotto il ponte romano, che viene appeso giorni prima dai Mastri diavolai.

Saranno sommerse da un mare di cioccolato le strade di Fano nelle Marche (accesso a pagamento). Per la prima volta negli ultimi anni, il Getto del Carnevale sarà formato al 100% da cioccolatini. Ben 180 quintali di praline al latte, al fondente, alla nocciola e al caramello, con ripieno di frutta e tantissime dolci sorprese per rendere golosi i giorni di festa. Al via il 28 gennaio (poi 4 e 11 febbraio).

Verona celebra la festa più divertente dell’anno con il Villaggio “Mascheraverona“, aperto in piazza San Zeno (da giovedì 8 febbraio), e una serie di intrattenimenti musicali e karaoke. Venerdì 9 sarà il “venerdì gnocolar” con un grande corteo di maschere e carri che sfilerà per circa sette chilometri tra le vie principali del capoluogo veneto.

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Infine il Carnevale in Basilicata fa rivivere usanze propiziatorie come a Tricarico, dove l’ultima domenica prima del martedì grasso, i figuranti si travestono da mucche e da tori che rappresentano una mandria in transumanza e suonano fragorosamente campanacci di grosse dimensioni, mentre attraversano il paese.