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Per staccare la spina, in tutti i sensi

Per staccare la spina, in tutti i sensi

13 dicembre 2018569Views
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Ogni giorno trascorriamo ore al computer per lavoro, molte altre “smanettando” sugli smartphone, guardiamo i social in continuazione, incapaci di staccare la spina anche solo per poco tempo. Se siete stanchi del caos tecnologico quotidiano, ecco che torna forte il bisogno di qualche giorno di relax all’insegna di una sola parola: “disconnessi” dal frastuono di suonerie, timer e bip. Dalla sequenza ossessiva di sms. Si parte per luoghi dove non ci sono campi elettromagnetici, dove non c’è segnale per il telefono, né internet per controllare le e-mail, dove non si chatta, né si videoparla. Insomma, si cercano occasioni per disintossicarsi da connessioni e per riappropriarsi del proprio tempo, ri-imparare a godere dei paesaggi circostanti e dell’andamento lento.

Crescono così, sempre di più, hotel e resort che all’hi-tech preferiscono il no-tech, garantendo il benessere in un ambiente totally green. Del resto ne aveva già parlato Federica Piersimoni, ma la scelta è davvero ampia. Ecco dove andare per staccare la spina, in tutti i sensi.

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Al bio Dolomites Living Hotel Tirler, nel bel mezzo dell’Alpe di Siusi (Bolzano), tutto è improntato nel segno del benessere e della sostenibilità. Le pareti riscaldanti d’argilla e di calce regolano in modo naturale il clima dell’ambiente. Godetevi l’effetto calmante del legno di cembro che assicura un sonno riposante e notti prive di radiazioni – ve lo consente il disgiuntore di rete!

Già il nome, chalet rifugio al Faggio, indica che è un rifugio dei sensi, dove l’imperativo è isolarsi e sentirsi in paradiso. I telefoni? Si possono anche non portare, tanto non c’è il segnale. Gli unici ingredienti della Valle di Ledro sono la quiete e i paesaggi spettacolari.

Chi vuol partire da solo, può scegliere l’Eremito in Umbria, che ha recuperato l’originaria struttura dei primi del ‘300 e secondo i canoni della bioarchitettura e della bioedilizia. Un luogo perfetto per staccare, circondati da ettari ed ettari di verde. Sono banditi, infatti, tutti gli apparecchi tecnologici, come cellulari e computer. Si dorme in piccole cellette (camere tutte singole), senza tv in camera e aria condizionata. A tavola, solo cucina vegetariana e con i prodotti dell’orto.

Le possenti pareti in pietra bianca che dominano il paesaggio non lasciano entrare nessun rumore o segnale tecnologico sono perfette per isolare anche all’hotel Cave Bianche, sull’isola di Favignana. Un resort ipogeo, all’interno di una cava di calcarenite bianca, dismessa alla fine degli anni ’60, molto rispettoso dell’ambiente con l’utilizzo di materiali naturali ed ecologici (pietra locale); l’adozione di sistemi energetici solari e la rubinetteria ad alto risparmio idrico.

Un’altra oasi no-tech è Poecilya a Carloforte, perfetto anche per chi desidera vivere la straordinaria energia della Madre Terra. In tutte le camere da letto, volutamente monastiche, in tipico stile mediterraneo, e nei livings d’ingresso non vi è linea telefonica, non connessione per i telefoni mobili, no internet , no wifi. Persino l’aria condizionata è lasciata all’opera della brezza marina che arriva dal mare.

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Un luogo silenzioso, lontano dai rumori della città, dove rilassarsi e dedicarsi ai piaceri della lettura, è anche il bed and breakfast La Voce del Fiume a Brienza, in Basilicata. Le sette camere della dimora storica di charme sono state ricavate all’interno di un palazzo di fine Ottocento e gli unici rumori sono quelli del fiume sottostante.

Un po’ ovunque, alla fine vi accorgerete che tenendo spenta la rete, si ricarica la mente.