close
Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia
Sulle strade dell’acqua

Sulle strade dell’acqua

15 settembre 2017395Views
CA_LoSaiChe_2017_09_15_Cover_V01

Stasera avrei potuto raggiungere Verona ma mi sarei lasciato sfuggire una meraviglia della natura, uno spettacolo incantevole, il lago di Garda: non ho voluto perderlo.

Scriveva così Goethe nel suo viaggio in Italia. E a ragione. Il lato “acquoreo” del Bel Paese esercita sempre grande attrazione, allora come oggi. L’ultimo trend vede l’acqua protagonista, fiumi o laghi che siano. Si sta a contatto con ambienti naturali incontaminati, a ritmi rilassati e ci si lascia “cullare” anche solo con gli occhi. Così a Mantova, che si specchia sul Mincio con il Lago Superiore. Fino a settembre, sembra di navigare su un immenso tappeto rosa dalle mille sfumature, avvolte da un profumo intenso. Un’oasi acquatica che infonde pace e trasmette serenità grazie ai fiori di Loto, simbolo di purezza. Si racconta che a portarli nella terra dei Gonzaga sia stata, quasi un secolo fa, una studentessa di scienze naturali dell’università di Parma, Maria Pellegreffi, che li aveva ricevuti da alcuni missionari italiani in Cina. Per rendere ancora più incantata l’atmosfera, i barcaioli vi racconteranno una lunga storia d’amore che si nasconde dietro i fiori. La leggenda narra di un ragazzo originario di Mantova che, peregrinando in Oriente, s’innamorò di una giovane dalla pelle profumata. Insieme tornarono a Mantova, ma un giorno, per specchiarsi, la ragazza scivolò nelle acque del lago e affogò. Il giovane, disperato, sparse così i semi di loto in onore della sua amata.

CA_LoSaiChe_2017_09_15_ImmagineSingola_02_V01

L’atmosfera ancora più bella con i bagliori del tramonto e nelle notti di luna piena, quando la luce brilla sulle foglie (si chiamano caplàs, perché ricordano un cappello).

Se sognate una destinazione che vi faccia innamorare al primo sguardo, il lago di Bolsena, a pochi chilometri a nord di Viterbo, è la meta giusta, lontana dalla mondanità. La vista è di quelle che rilassano. Acque trasparenti, comprese entro i crinali del cratere vulcanico dei monti Vulsini. Tutto intorno, una straordinaria natura: ai boschi di querce e castagni si alternano colline ammantate di vigneti e oliveti; sullo sfondo, i contorni degli antichi abitati che vi si specchiano (Bolsena, Montefiascone, e Marta, un pittoresco villaggio di pescatori, giusto per citarne qualcuno). Dallo specchio azzurro emergono due isole, Bisentina e Martana, evocando dolci scenari di verde. L’isola Bisentina ricorda il profilo di una balena gigante, sulla quale s’intravede un piccolo eremo. Era il rifugio di fra’ Modesto, vissuto sull’isola agli inizi del 1700. Un giorno i suoi confratelli presero una barca per tornare nel vicino paese di Capodimonte, ma li colse una tempesta e non furono più ritrovati. Da allora il frate, per paura di fare la stessa fine, non volle più lasciare l’isola. Ancora oggi il suo spirito si aggira tra la vegetazione.

Anche Bologna è legata all’acqua. Un tempo aveva numerosi canali navigabili che arrivavano sino a Venezia. Vi riesce difficile crederci? Allora cercate via Piella, una delle stradine che si intersecano, in pieno centro, attorno al canale delle Moline. La finestra è piccola e occorre sapere che esiste, ma offre una sorpresa inaspettata. Affacciandosi si può scorgere un’insospettabile laguna, nascosta dai palazzi. Incastonata tra le mura delle case, l’acqua scorre sotto i balconi, come in passato, quando alimentava i primi mulini da grano, a testimonianza di quello che, nel XVIII secolo, era un ricco centro di commercio fluviale. Una veduta romantica, più volte riprodotta da artisti e pittori del passato e che ancora oggi continua ad affascinare.

CA_LoSaiChe_2017_09_15_ImmagineSingola_03_V01

Il Tevere, invece, come un serpentone, taglia in due la capitale e conduce alla scoperta del cuore antico di Roma. Un percorso magico e romantico che va dal ponte Duca D’Aosta fino all’Isola Tiberina, su un percorso di circa 6 Km che racchiude la storia millenaria del territorio urbano. Si sfiorano i ponti, testimonianza del genio della Roma Imperiale e ancora Castel S. Angelo. E tornano in mente le parole di una vecchia canzone di Claudio Baglioni: “è lungo il Tevere che andava lento lento, noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto”. Facile perdersi…