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Un tour tra le cascate

Un tour tra le cascate

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Noi torniamo sempre all’acqua. E’ il titolo di un vecchio romanzo di John von Duffel, ma anche una direzione per molti viaggiatori che scelgono spesso luoghi d’acqua. Come le cascate, paradisi segreti da esplorare, mete ideali per passeggiate e brevi escursioni alla portata di tutti.

In una delle oasi naturalistiche più belle della collina modenese si trovano le cascate del Bucamante: cinque salti d’acqua di media entità formati dal Rio Bucamante, il più importante affluente del torrente Tiepido. Il nome “Bucamante” deriva dalla leggenda di due amanti: l’aristocratica Odina, figlia di un dignitario incaricato del governo della Podesteria di Monfestino, e il giovane pastore Titiro. I due non potendo vivere alla luce del sole il loro amore, ostacolato dalla famiglia di lei, si suicidarono gettandosi in quelle acque che da quel giorno furono chiamate “Buca degli amanti”. Per meglio ammirare le cascate sono stati realizzati due percorsi che non potevano chiamarsi diversamente: Titiro ed Odina. Tutto intorno carpini, aceri, cornioli, maggiociondoli e quercioli rendono ancora più idilliaco il paesaggio.

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Sempre in Emilia, percorrendo una mulattiera tra boschi di faggio si arriva alla sorgente del torrente Dardagna, famosa per le scenografiche cascate che forma scendendo verso valle: in tre salti compiono quasi 200 metri di dislivello. Da qui nasce l’acqua purissima e preziosa del Parco Corno alle Scale. Nei pressi c’è un piccolo ponte in legno. Da non perdere lungo il Dardagna, il Mulino del Capo, ancora nella sua costruzione originaria. I dintorni furono utilizzati come set cinematografico per il film “Una Gita Scolastica” di Pupi Avati.

In Maremma, famose sono le cascate del mulino di Saturnia. Si trovano nel comune di Manciano, poco fuori dall’abitato. Si narra che siano nate per ira divina. Secondo la mitologia, Saturno, viene detronizzato dal suo stesso figlio Giove, cacciato e scaraventato dal cielo. L’anziano Dio, cadendo, finì proprio in Maremma e nel punto in cui si posò si creò una sorgente. L’acqua sulfurea, alimentata dal torrente termale Gorello, scorre, ad una temperatura di 37,5°C, in piccoli bacini, diventando più calda e impetuosa man mano che si risale verso la sorgente, fino a trasformarsi in una sorta di idromassaggio nella vasca più alta. Completamente gratuite e a disposizione giorno e notte, sono un toccasana per il benessere.

Nella Valle Roveto, in un angolo di Abruzzo poco battuto dal turismo di massa, si trova la riserva naturale di Zompo lo Schioppo, nel territorio di Morino, di una bellezza selvaggia. A guardarla dall’alto sembra un ampio anfiteatro, con i suoi 1025 ettari di superficie. La particolarità è data dalla cascata naturale più alta dell’Appennino, generata dal salto unico (zompo, appunto) di una sorgente che appena dopo essere sgorgata precipita da un’alta parete. L’effetto è quasi ipnotico, effetto che sedusse anche un viaggiatore inglese del secolo scorso. Un certo Sir Richard Keppel Craven, ancora prima di vedere la cascata fu attratto dall’eco profonda che si diffondeva per la caduta dell’acqua sulle rocce sottostanti, e la paragonò al rumore di una fucilata, schioppo, di qui il curioso nome. Avvicinandosi poi scoprì la cascata, la cui meraviglia <… mi tentò ad iniziare un’esplorazione più da vicino, che mi ripagò ampiamente della faticosa camminata …>. Chi passa di qui, anche una sola volta, non dimentica questo fragore e come il turista inglese sente il bisogno di esplorare, addentrarsi, conoscere.

In Basilicata, infine, da non perdere le Cascate di San Fele, in località Matise di San Fele (sulla strada in direzione di Melfi, con il castello legato a Federico II di Svevia), di stampo medievale. Ce ne sono diverse, e ogni balzo – figlio del torrente Bradano – eleva infiniti echi di mistero. Tra queste, facilmente raggiungibili con un percorso di circa trecento metri, c’è “Il Paradiso” e a vederla s’intuisce il perché dell’appellativo. Si resta ammaliati dallo scrosciare lento dell’acqua e tutto intorno solo il silenzio. Belle anche “Le Gemelle”, così rinominata poiché costituisce il punto d’incontro di due cascate, originate rispettivamente dal torrente Acquafredda e dal Torrente Bradano, che si uniscono e si confondono in un grazioso laghetto.

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Dovunque si vada, non bisogna avere fretta per godere appieno di questi spettacoli naturali. Vale la pena fermarsi di frequente, lasciandosi prendere dall’incanto della natura entro il quale ci si muove.