close
La casa del futuro? Interamente sostenibile!

La casa del futuro? Interamente sostenibile!

6 novembre 2018154Views
losaiche_CasaDelFuturo_cover_interna

Una casa a fabbisogno energetico quasi zero, alimentata da pannelli solari e costruita in pochissimo tempo grazie ai moduli: sono le costruzioni del futuro in cui presto abiteremo. Saranno alimentate da pannelli solari, termici e fotovoltaici, pensate per funzionare anche off-grid e con la produzione di elettricità per poter essere anche ceduta alla rete. Un esempio è la casa NZEB realizzata dal team del prof. Mauro Berta del Politecnico di Torino che ha recentemente vinto l’edizione 2018 del Solar Decathlon China.

“La casa NZEB è un edificio che, in virtù di un’altissima efficienza energetica, è in grado di produrre una quantità di energia almeno pari o maggiore a quella che consuma, il suo bilancio energetico è pertanto nullo o positivo – spiega il prof. Berta-. In pratica è progettata con un sistema di isolamento estremamente performante, un’ottimizzazione dei cicli passivi, come la natural ventilation, e un’ottimizzazione dei consumi dovuta ad un controllo domotico su tutti gli impianti”. Eh già, la casa del futuro ha garantito il ricambio d’aria, niente umidità e muffe, e tutto è gestibile anche con un semplice click dallo smartphone. Ma come è possibile? Viene spontaneo chiedersi, come funzionano i fornelli della cucina o anche come ci si può lavare con l’acqua calda sotto la doccia. E la risposta è molto semplice, secondo il docente del Politecnico: “Banalmente… non c’è il gas! Tutta la cucina funziona elettricamente, con forno e piastra a induzione al posto dei fornelli a gas. L’acqua calda sanitaria è preriscaldata con la quota di pannelli solari termici e l’integrazione energetica per portarla alla temperatura richiesta avviene sempre con i sistemi di generazione solare integrati nell’edificio. La casa costruita a Dezhou, in Cina, è stata collegata alla rete di distribuzione elettrica, perché così prevedevano le regole del concorso e un contatore ha semplicemente certificato che il bilancio tra la corrente ceduta alla rete e quella prelevata per il funzionamento della casa nelle ore notturne fosse positivo, ovvero che si cedesse più di quanto si prelevava. Va però detto che con la semplice installazione di una batteria di accumulo nell’edificio, la casa è in grado di immagazzinare internamente l’energia prodotta durante il giorno e può pertanto diventare anche off-grid, cioè totalmente autonoma e completamente disconnesso dalla rete di distribuzione pubblica”, spiega il prof. Berta.

losaiche_CasaDelFuturo_IMGinterne02

Una vera e propria rivoluzione edilizia e architettonica che avrebbe risvolti importanti anche sulle tasche di tutti, considerando quanto si potrebbe arrivare a risparmiare. “Per dare un’idea – dice il docente – possiamo considerare che in un edificio come questo, nel peggiore dei casi, si azzera completamente il costo dell’energia, perché non si pagano più bollette, e pertanto il tempo di ammortamento è quello necessario a ripagare l’investimento sull’impianto solare di circa 10,5 kW di potenza installata e circa 4 mq di solare termico. Ma risparmiando energia e attivando protocolli di energy sharing si potrebbe però addirittura cedere l’energia prodotta in eccesso e pertanto ottenere anche un utile”. Sì, avete letto bene! In pratica, non solo i costi si azzererebbero ma si potrebbe persino ricavare qualche soldino investendo nella costruzione di una casa NZEB. “Si può quindi, tramite sistemi come lo scambio sul posto, cedere la quota di eccedenza prodotta di volta in volta, ottenendo per questo un compenso”. Risparmio e guadagno. Cosa altro pretendere da una casa?!

Inoltre, il mercato punta tutto sulla modularità in maniera tale da abbattere i costi e i tempi di costruzione per conquistare le esigenze di tutti. “L’edificio che abbiamo realizzato è stato costruito e testato a Guangzhou, presso i nostri partner di SCUT, e poi smontato in macroblocchi e trasportato a Dezhou. Questo ci ha suggerito l’idea che la modularità avrebbe potuto essere non soltanto un modo per rispondere alle condizioni di questo concorso, ma anche una caratteristica di una possibile versione commerciale dell’edificio. La casa è un’unità a schiera pensata per realizzare nuovi insediamenti o anche per inserirsi in vuoti all’interno del tessuto urbano. Per questo abbiamo studiato un modulo a larghezza fissa, integrated module, che incorpora tutti gli impianti e la distribuzione verticale – le parti ‘hard’ della casa – ed un modulo a larghezza variabile che incorpora tutte le parti servite come camere e patio, ed è personalizzabile a seconda delle esigenze”, racconta il prof. Mauro Berta. Insomma, la casa del futuro può essere veramente sostenibile e a emissioni zero. “Direi che stiamo procedendo velocemente in questa direzione – afferma il docente-. Chiaramente un’evoluzione di questo tipo non può avvenire in modo repentino, occorre ancora fare molta ricerca, ma il messaggio importante che esce dalla nostra esperienza è che questa non è la casa di un ipotetico futuro, ma una casa del presente, già costruita e funzionante e replicabile ovunque”.

losaiche_CasaDelFuturo_IMGinterne03