close
Periscope: il mondo raccontato e visto in live streaming

Periscope: il mondo raccontato e visto in live streaming

27 maggio 20151965Views
Periscope

La app del momento?

Senza dubbio Periscope: disponibile gratuitamente – al momento soltanto per iOS – permette di trasmettere in live streaming. Due sono le ragioni del suo successo, con un milione di download nel mondo in soli 10 giorni: il fatto che sia legata a Twitter e che possa quindi sfruttare l’enorme base di utenti della piattaforma di microblogging. E la sua adozione da parte di persone VIP. Per l’Italia è il caso di Lorenzo Jovanotti e Fiorello: se il primo – che, lo ricordo, è stato il primo artista a realizzare un videoclip utilizzando un cellulare – utilizza Periscope per condividere con i suoi fan le prove dei concerti, Fiorello è più edonista. Ama infatti raccontare per immagini quello che fa nel corso delle sue giornate.

App intuitiva, Periscope può essere usata in due modi. Come semplice spettatore: una volta creato un collegamento con gli altri utenti, posso seguire tutto ciò che trasmettono live. Non solo: i video girati restano visibili in differita per 24 ore dopo la pubblicazione. Oppure come reporter, producendo contenuti: penso di avere qualcosa da mostrare o documentare e faccio partire la diretta, con un pubblico potenziale di milioni di persone in tutto il mondo. L’autore del video conserva sempre una copia del video sul proprio dispositivo.

Periscope1

Periscope ha quindi tutte le potenzialità per rivoluzionare la professione giornalistica. E anche per trasformare profondamente la comunicazione aziendale e il modo di farsi pubblicità.

Per fare un esempio, un Gruppo Bancario potrebbe decidere di fare una diretta Periscope della propria assemblea dei soci. Oppure uno stabilimento balneare potrebbe mostrare, senza timore di smentita, la limpidezza del mare che bagna la sua spiaggia. Radio Deejay, invece, ha già cominciato a integrare Periscope nei suoi programmi.

Non mancano le criticità legate all’uso di Periscope. Da un lato, questa app consuma rapidamente la batteria degli smartphone e assorbe una gran mole di traffico dati: un problema forse destinato a sparire, considerando la moltiplicazione delle reti Wi-Fi gratuite e le sempre più scontate tariffe degli operatori mobili. Più seria è la questione privacy: quando il mio diritto di documentare la vita in tempo reale lede il diritto alla privacy di chi viene ripreso, magari inconsapevolmente?