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Babysitter: risparmiare con sharing e voucher

Babysitter: risparmiare con sharing e voucher

26 settembre 2017494Views
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Mettere su famiglia è ancora il sogno di molti, nonostante tutto. Certo, è complicato. E costoso sotto molti punti di vista. Gestire i bimbi non è sempre semplice e l’aiuto di qualcuno è qualcosa di prezioso, se non proprio fondamentale, nel ménage di una famiglia con genitori che lavorano.

Una volta si chiamava tata, oggi babysitter – e non è necessariamente donna – ma insomma, qui parliamo di quella figura che aiuta a tenere i figli, che costituisce una spesa anche importante nell’equilibrio del bilancio famigliare e la cui scelta è delicata per questo, ma anche perché gioca un ruolo notevole nell’ambito della crescita dei più piccoli.

E allora come fare per operare una scelta di qualità senza spendere una fortuna? A parte i nonni, naturalmente, aiuto preziosissimo quando possibile. Per la scelta del/della babysitter ideale ci sono molti suggerimenti in rete: qui ad esempio trovate un interessante post che elenca le caratteristiche fondamentali che tutti vorrebbero trovare in chi andrà a ricoprire questo ruolo.

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Qui trovate alcuni consigli su quanto è giusto, secondo chi lo ha provato, pagare il servizio. La media è di 7/8 euro all’ora – quasi 9 nelle grandi città come Roma e Milano. “È giusto che la persona stessa, in primis, riconosca l’importanza del proprio lavoro, dandogli il giusto valore”, si legge. “E prendersi cura di un bambino non tuo è un lavoro molto delicato”. Certo, ma allora per risparmiare come si fa?

Anche in questo caso viene in aiuto una delle più comuni “usanze” dei nostri tempi, vero e proprio tratto caratteristico del secolo che viviamo: la condivisione. On line si trovano diversi servizi per la condivisione dei babysitter, ma soprattutto della gestione dei bimbi tra genitori. Perché l’idea è quella di mettere in contatto persone che hanno la stessa “faccenda” da gestire e fare a turno, condividendo quindi oneri e onori. Il risparmio è significativo ed è anche di prospettiva: non si spendono soldi ma si mette a disposizione il proprio tempo. È il caso, ad esempio, di Genitori in contatto. “Sono molti i genitori del quartiere che ancora non conosci, con figli della stessa età dei tuoi”, si legge sul sito. “Non ti piacerebbe incontrarli?”. L’intento è chiaro: allargare la cerchia sociale e conoscere altri genitori con bambini. Soprattutto per arrivare a qualcosa che ormai sta prendendo piede anche in Italia: il babysitter sharing, ovvero la condivisione della custodia dei bambini, del proprio tempo, a turno, o di una persona pagata per tenere i figli ma il cui costo viene diviso in più persone. Ecco le possibilità offerte: “I genitori organizzano tra loro il doposcuola, andando a prendere a turno i bambini”, oppure “condividono una baby-sitter a domicilio e i relativi costi”, o ancora “possono provvedere a turno, uno o due giorni a settimana, alla custodia dei bambini”.

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Il funzionamento del servizio – e proprio della logica dell’idea, che chiunque può applicare passando per un sito o decidendo di autorganizzarsi offline o su autonomi gruppi Facebook, ad esempio – è quello di organizzarsi con altri genitori della propria zona. Il servizio Sitter Italia, poi, presenta vari annunci di babysitter tra i quali è possibile scegliere valutando profilo e curriculum. Il costo del servizio di babysitting si dimezza e spesso i bimbi si divertono anche di più insieme ai loro nuovi amici di quartiere.

Esistono poi, per chi non usufruisce di parte della maternità facoltativa, i voucher asili nido e babysitter (dell’Inps). Massimo 600 euro per sei mesi che vi aiutano nella gestione della prole, rinnovati anche per il biennio 2017-2018. Ne hanno diritto le lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato, per un massimo di sei mesi, che scendono a tre per chi è iscritto alla Gestione Separata, lavoratrici autonome e imprenditrici. Qui trovate le informazioni direttamente sul sito dell’Inps. Trovate anche la modalità di erogazione del contributo: nel caso dell’asilo nido viene erogato con pagamento diretto alla struttura scolastica prescelta dalla lavoratrice. Nel caso di contributo per i servizi di baby sitting, viene erogato attraverso “il sistema di buoni lavoro corrisposti esclusivamente in modalità telematica”, ovvero con una procedura online sul sito dell’Inps.