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Il consumo diventa collettivo e sostenibile con i GAS

Il consumo diventa collettivo e sostenibile con i GAS

31 luglio 2015931Views
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Immaginate di fare la spesa senza perdervi tra milioni di offerte. Pensate alla possibilità di conoscere di persona chi produce i formaggi che arrivano sulla vostra tavola, o di visitare le terre dove gli ortaggi che mangiate vengono coltivati. Immaginate, infine, di ottenere questi prodotti – di qualità – risparmiando e strizzando l’occhio all’ambiente.

Impossibile? Affatto. E’ questa, infatti, la filosofia dei GAS, Gruppi di Acquisto Solidale.

Il concetto è semplice: unirsi per risparmiare, evitando i costi di intermediazione dei grossisti ma anche ad esempio della pubblicità’, guidati da abitudini d’acquisto più etiche. Famiglie, condomini, vicini di casa o di quartiere, gruppi di amici decidono di mettersi insieme spontaneamente e di fare acquisti – soprattutto per la spesa di prodotti alimentari e di largo consumo. Gli acquisti all’ingrosso, da ridistribuire tra i partecipanti, assicurano il risparmio e seguono principi di solidarietà e sostenibilità, prediligendo prodotti realizzati tutelando il lavoro e a chilometro zero per ridurre le necessità di trasporto e quindi l’inquinamento.

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In Italia i GAS hanno ormai poco più di 20 anni e oggi, secondo retegas.org, ci sono circa 900 gruppi censiti, anche se si stima che ne esistano molti di più. Il primo gruppo ha visto la luce a Fidenza, in provincia di Parma, nel 1994, seguito da Reggio Emilia e da molte altre città in tutto il Paese. Qui l’elenco: potete controllare se esiste già un gruppo d’acquisto nella vostra zona, prendere contatti e cominciare, se volete, questa nuova avventura. A proposito, sapete qual è la regione che vince il primato di acquisti solidali? La Lombardia con ben 258 gruppi! Anche la Toscana, l’Emilia Romagna e il Piemonte si difendono bene con un centinaio di gruppi ciascuno. Se siete molisani, invece, dovete assolutamente creare un Gas visto che al momento ce ne sono solo tre!

E se non c’è nessun GAS dalle vostre parti? Potete voi stessi dare vita ad un gruppo. Cominciate passando parola tra vicini di casa, parenti e amici: il consiglio è quello di avere la partecipazione di almeno una decina di famiglie per abbattere i prezzi. Poi cercate, contattate e – perché no – andate a trovare di persona i fornitori nella vostra zona, prendendo accordi con loro: basterà poi periodicamente compilare una “lista della spesa collettiva” con le richieste dei componenti del gruppo e inviarla ai produttori. La spesa verrà ripartita al momento dell’arrivo tra i partecipanti, che pagheranno la loro quota al ritiro dei prodotti.

Per chi vuole approfondire, il consiglio è di visitare la nuova piattaforma per la Rete GAS e DES italiana.

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