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L’amletico quesito: meglio l’acqua in bottiglia o quella di rubinetto?

L’amletico quesito: meglio l’acqua in bottiglia o quella di rubinetto?

27 maggio 20152239Views
Acqua

Molti italiani pensano ancora che l’acqua del rubinetto sia meno buona e sicura di quella in bottiglia.

Le cose stanno davvero così?

In generale no, ma questa è una delle tipiche leggende dure a morire. Secondo l’Istat, per quanto migliori nel tempo il giudizio sul servizio idrico (le famiglie che segnalano irregolarità sono passate dal 14,7% del 2002 all’8,6% del 2014), diminuisce – ma è ancora abbastanza alta – la percentuale di chi afferma di non fidarsi a bere l’acqua del sindaco: dal 40,1% del 2002 si è passati al 28% nel 2014. Le Regioni dove la percezione è più negativa sono la Sardegna (53,4%), la Calabria (48,5%), la Sicilia (46,2%) e la Toscana (38,3%).

Impressioni o realtà?

Soprattutto impressioni, in alcuni casi corroborate da fatti. È il caso dell’arsenico, sostanza cancerogena che per dieci anni è stata presente oltre i limiti nel Lazio – soprattutto nel viterbese e a Roma nord – tanto da portare l’Unione Europea ad avviare l’anno scorso, dopo l’ennesima deroga, una procedura di infrazione per l’Italia. O il caso – esploso nel 2004 e poi rilanciato da più inchieste giornalistiche e lunghe storie giudiziarie – dell’acqua rossa che sgorgava dai rubinetti delle case degli abitanti di Melendugno, in provincia di Lecce.

Per legge l’acqua in bottiglia viene controllata una volta all’anno con un’autocertificazione inviata dalle aziende imbottigliatrici al Ministero della Salute.

L’acqua del rubinetto, invece, che viene prelevata da differenti tipi di fonti, viene sempre sottoposta a disinfezione per essere protetta nel suo passaggio nelle tubature e controllata almeno quattro volte all’anno. Sulla carta, quindi, l’acqua del sindaco dovrebbe essere una garanzia: le variabili, come sempre in Italia, sono il rispetto e l’aderenza a quello che dice la legge.

Acqua2

E i costi?

Scorrendo i dati Istat diffusi in occasione dell’ultima Giornata Mondiale dell’Acqua si scopre che nel 2013 gli italiani hanno consumato quasi 200 litri pro-capite all’anno di acqua per bere. La spesa media mensile è stata di 21,18 euro di bolletta dell’acqua a fronte di 11,42 euro per l’acqua in bottiglia: mentre la prima voce di costo è cresciuta (+74% negli ultimi cinque anni), la seconda è diminuita. Una spiegazione possibile è legata alla crisi economica: a fronte di portafogli sempre più leggeri, gli italiani hanno sacrificato anche l’acqua in bottiglia. Fare confronti tra acqua del sindaco e acqua confezionata è meno banale di quanto si possa pensare: la bolletta, infatti, non conteggia soltanto quanto spendiamo per bere ma anche e soprattutto i servizi collegati a quello idrico nelle abitazioni. Quel che è certo è che l’acqua di rubinetto resta competitiva sia in termini di costi che di rispetto per l’ambiente.