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Strategie per sbancare l’all-you-can-eat

Strategie per sbancare l’all-you-can-eat

7 ottobre 20164200Views
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Come affrontare il buffet, scegliendo i cibi più preziosi, e massimizzare l’investimento. Sapendo che con tutta probabilità, nella sfida fra l’uomo e il cibo, vincerà il cibo.

Cornucopie di frutta, metri quadri di tartine, vasche di pastasciutta, pescherecci di crudo, montagne di pane e alzate strabordanti di torte alla panna. Il sogno dei croceristi, la delizia dei turisti da villaggio, un banchetto paradisiaco per gli amanti degli all-you-can-eat.

Man VS Food, fra l’uomo e il cibo chi vincerà? Davanti ad un buffet sterminato l’istinto atavico del nostro Io cacciatore ha la meglio, lo stomaco si apre come una voragine e qualunque buon senso in fatto di dieta, morigeratezza, contenuto nutrizionale viene magicamente dimenticato.

C’è tutto, qualunque cosa si possa desiderare, per qualsiasi gusto, e sopratutto per qualunque appetito: perché resistere? Resistere al buffet, sopratutto se lo si ha pagato, infatti non ha molto senso, l’obiettivo è batterlo.

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La logica del buffet

Se pensate che la disposizione del cibo su un buffet sia dettata dal buon senso (antipasti-primi-secondi) o dal caso, siete degli ingenui. Ogni dettaglio è invece studiato per condizionarci e farci mangiare quello che loro vogliono – ossia il cibo meno costoso o quello che abbonda in magazzino e va finito prima della scadenza. L’obiettivo è riempirci con quello, in modo da limitare il dispendio delle cose più costose, senza che ce ne accorgiamo.

I primi cibi che si incontrano nel percorso espositivo sono insalate di verdura e antipasti leggeri e voluminosi, il pane, le salse, poi la pasta e il riso. Bei colori, cibi confortanti e profumi catturano lo sguardo e finiscono, riempiendolo, nel piatto. “Tanto è il primo giro” pensano tutti da veri furbi, peccato che al secondo giro arriveranno crocchette di patate e pollo, sformati e timballi.
Grandi vaschette da portata e grandi cucchiai da servizio ci fanno indulgere in grandi porzioni, mentre piccoli vassoi e pinzette indicano al nostro subconscio di limitarci nello svuotare il piatto per cortesia nei confronti dei clienti successivi. Il pesce crudo è servito così, arriva quasi sempre per ultimo, insieme alle carni più pregiate e ai formaggi, mentre carboidrati e cibi fritti – che ci appagano e ci saziano in pochi bocconi – troneggiano all’ingresso.
Come spegnere l’istinto e accendere il cervello? Piatto in mano, meglio prima fare un giro di ricognizione generale, fino in fondo al buffet, e cominciare dai gamberi, non dall’insalata russa. Niente pane, evitare patate e gratin di pasta e magari passare invece al roastbeef. Attenzione alla  questione bevande il prezzo fisso conveniente sul cibo ben pubblicizzato fa coppia fissa con bevande da pagare a parte. E bastano due lattine di coca per pagare un conto tutt’altro che economico.

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Hai perso, è la regola

Statisticamente parlando, sono i buffet che hanno la meglio, e non i clienti. Come al casinò, qualcuno vince, ma la stragrande maggioranza perde, e solo così il banco può guadagnare. I conti degli all-you-can-eat sono in attivo perché il cibo che offrono è economico e normalmente anche se tutti tendono a mangiare di più che se ordinassero alla carta dal menù, comunque stanno mangiando meno di quanto hanno pagato. Anche nel caso dei buffet di lusso, l’economia non cambia, anche se la qualità è superiore, lo è anche il prezzo e non è il foodcost a fare la differenza. Semplificando il servizio, si limita l’ingrediente più costoso: il fattore umano.